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23 Settembre 2017 - 05:47
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Quanto recuperi

è una detrazione, quindi recuperi il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 per gli interventi di ristrutturazione edilizia entro un limite di spesa di 96.000 euro a immobile. La detrazione viene ripartita in 10 quote annue di pari importo.
A partire dal 1° gennaio 2018, invece, la detrazione è del 36% su una spesa massima di 48.000 euro.
Il principio base per stabilire l’anno di sostenimento della spesa è quello di cassa, quindi si segue la data del pagamento e non quella di fatturazione dei lavori.
Dove le indichi
Nel  quadro E, sezione III A e III B nei righi dall’E41 all’E53.

Documenti da conservare
In caso di controllo, occorre poter esibire le ricevute di pagamento di ICI e/o IMU se dovuta e la domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito). Inoltre, a seconda del tipo di detrazione richiesta, occorrono specifiche documentazioni.
Per gli immobili oggetto di ristrutturazione occorrono:
abilitazioni amministrative dalle quali risulti la tipologia dei lavori effettuati e la data del loro inizio o, in assenza, autocertificazione che attesti la data di inizio e la detraibilità delle spese sostenute;
fatture di spesa;
bonifico bancario o postale (anche on line);
altra documentazione per le spese non pagabili con bonifico bancario;
dichiarazione dell’Amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi di legge e che certifichi la somma corrisposta dal condomino e la detrazione spettante (In assenza di Amministratore è necessario possedere copia di tutta la documentazione);
atto di cessione dell’immobile, se la detrazione viene mantenuta anche dopo la vendita;
copia della comunicazione inviata al Centro Operativo di Pescara per i lavori iniziati prima del 1° gennaio 2011 e copia della ricevuta postale della raccomandata con cui è stata inviata.


Per l'acquisto o la donazione di un immobile ristrutturato servono: 
atto di acquisto o donazione;
copia della documentazione conservata da chi ha effettuato la spesa.
Per un immobile acquisito in eredità occorrono:
autocertificazione dalla quale risulti la detenzione materiale e diretta del bene;
autocertificazione con la quale si attesta la condizione di erede.

Prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2017 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l'acquisto di mobili.

Prorogato l’Ecobonus: novità per i condomini.

C’è la proroga fino al termine del 2017 del cosiddetto Ecobonus: detrazioni fiscali al 65% per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La misura rimarrà valida fino al 2021 per quegli interventi che interesseranno le parti comuni degli edifici condominiali o tutte le unità del singolo condominio: in questo caso la detrazione può arrivare al 70% per i lavori sull’involucro dell’edificio e al 75% per i lavori finalizzati al miglioramento della prestazione energetica estiva ed invernale e che rispettano determinati standard; le detrazioni fiscali verranno calcolate su un importo massimo di 40.000 euro moltiplicato per ogni unità immobiliare che compone l’edificio. Per questi interventi è prevista la possibilità di cedere la detrazione ai fornitori che li hanno eseguiti, ma anche a soggetti privati, con possibilità di successive cessioni del credito (è esclusa la cessione ad intermediari finanziari o istituti di credito).
(Le informazioni contenute in questa sezione sono in corso di aggiornamento).


RECUPERO EDILIZIO
Detrazione Irpef del 50% per il recupero edilizio delle parti comuni condominiali, nel limite massimo di 96mila euro per unità immobiliare, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017; dal 1° gennaio 2018, l'agevolazione dovrebbe continuare a operare nella misura ordinaria del 36%.

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Proroga della detrazione Irpef/Ires del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, su parti comuni condominiali (o su tutte le unità che compongono il condominio). Inoltre, l'ambito applicativo del bonus viene esteso, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, a ulteriori tipologie di interventi agevolabili, quali: l'acquisto e la posa in opera di schermature solari, nel limite di detrazione di 60mila euro; l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di detrazione pari a 40mila euro.

MOBILI/ELETTRODOMESTICI
Proroga anche per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, della detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici - compresi i grandi elettrodomestici dotati di etichetta energetica, di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) - destinati alle abitazioni ristrutturate (la portineria o altre parti comuni abitative), fino a un massimo di 10mila euro e indipendentemente dalle spese per opere di recupero o risparmio energetico.

1) A chi spetta l’agevolazione?
Possono fruire dell’agevolazione tutti coloro che sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno sul territorio dello Stato. Tra i potenziali beneficiari rientrano non solo i proprietari ma tutti coloro che hanno diritti reali sugli immobili oggetto di ristrutturazione.

2) Cosa fare per usufruire dell’agevolazione?
Il contribuente deve inviare una raccomandata con avviso di ricevimento alla ASL competente per territorio, contenente i seguenti dati:
• indicazione dell’ubicazione dei lavori da effettuare e del committente;
• indicazione della natura delle opere da realizzare;
• nominativo dell’impresa esecutrice delle opere;
• assunzione di responsabilità, da parte dell’impresa stessa, di aver adempiuto a tutti gli obblighi imposti dalla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e in materia di contribuzione del lavoro;
• data di inizio dei lavori.
L’invio della comunicazione non è sempre obbligatorio e non è necessario nel caso in cui sia stata già effettuata la notifica preliminare alla ASL ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008.

3) Quali documenti conservare?
Il contribuente dovrà possedere, ed eventualmente esibire su richiesta all’Amministrazione Finanziaria, i seguenti documenti:
• delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi su parti comuni di condomini;
• domanda di accatastamento se l’immobile oggetto della ristrutturazione non risulta ancora censito al catasto;
• ricevute di pagamento dell’IMU;
• abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili;
• dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile nel caso in cui i lavori siano eseguiti dal detentore, e questi non sia un familiare convivente del possessore;
• comunicazione all’ASL competente per territorio di inizio lavori;
• fatture o altra documentazione fiscale idonea comprovanti il sostenimento delle spese;
• ricevute dei bonifici di pagamento.

4) Come effettuare il bonifico bancario?
Per garantirsi l’accesso alla detrazione del 50% è fondamentale compilare in modo corretto il bonifico bancario, indicando:
• il nome, il cognome e il codice fiscale di chi effettua il bonifico per accedere alla detrazione; attenzione, è fondamentale che l’ordinante del bonifico sia la stessa persona a cui sono intestate le fatture che vengono pagate e che attestano l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione edilizia;
• il corretto riferimento normativo, che è l’articolo 16-bis del DPR 917/86 o la legge n. 449/1997 (per la detrazione 36%);
• il riferimento della fattura che viene pagata, in modo che risulti semplice l’abbinamento tra il bonifico e la fattura specifica;
• la partita IVA o il codice fiscale della ditta o società che ha eseguito i lavori o che ha ceduto il materiale utilizzato.
Ecco qui un esempio di causale: Per pagamento lavori di ristrutturazione edilizia (detrazione 50%) art. 16 bis DPR 22 dicembre 1986 n. 917, riferimento fattura n. 820 del 10.07.2013 della ditta MSC edilizia.

5) Quali dati indicare nella dichiarazione dei redditi?
Per ottenere la detrazione 50% occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificati dell’immobile soggetto a ristrutturazione.
Se i lavori sono stati eseguiti dal detentore, sarà necessario indicare gli estremi di registrazione dell’atto che ne certifica il titolo e tutti gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione 50%.

I lavori per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:
- lavori per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze,

- lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali,

- gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nell’articolo 3 del Dpr 380/2001 e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza,

- gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune,

- i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione),

- gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992 (non sono agevolabili le spese per l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse che invece godono della detrazione Irpef al 19%),

- gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (non rientra in tal caso l’acquisto ad esempio di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas, mentre spetta in caso di sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante),

- interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi ( sono agevolabili ad esempio le opere di rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, mentre sono escluse le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Dal 1° gennaio del 2014 il rimborso irpef avviene in dieci anni per tutti i contribuenti, compresi quelli di età superiore a 75 anni.

La Finanziaria 2010 approvata dal Consiglio dei Ministri rende permanente l'Iva al 10%


Detrazioni Irpef: eliminato l'obbligo della comunicazione di inizio lavori al COP .Per beneficiare della detrazione Irpef delle spese sostenute per lavori di recupero edilizio non si è più tenuti all'invio della comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara.
Ad abolire il fastidioso adempimento - che necessariamente doveva essere portato a termine prima dell'inizio lavori, pena la mancata fruizione dell'agevolazione fiscale - è il Decreto Sviluppo (D.Lgs. 13 maggio 2011, n.70) che ha reso la semplificazione subito operativa.

Il Decreto stabilisce, però, un nuovo ma più semplice adempimento: bisognerà indicare, nella dichiarazione dei redditi, i dati catastali identificativi dell'immobile o, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo. Inoltre si rimanda ad un apposito Provvedimento emanato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate che chiarirà quali saranno i documenti da conservare ed esibire a cura del contribuente in caso di richiesta da parte degli uffici di controllo.

A rendere più snello l'iter burocratico che accompagna la detrazione del 50% vi è un'altra semplificazione di non poco conto: con l'abrogazione da parte del Decreto sviluppo del comma 19, art.1 della legge 244/2007 viene, infatti, eliminato l'obbligo di evidenziare in fattura il costo della manodopera relativa ai lavori, adempimento che era necessario per l'ottenimento della detrazione.

In sintesi: possono usufruire della detrazione tutti coloro che sono assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) ed al contempo risultano proprietari degli immobili oggetto di ristrutturazione o titolari di diritti reali sugli stessi. Si includono: il proprietario, l'affittuario e l'usufruttuario ma anche i loro familiari o conviventi purché si facciano carico delle spese.

Resta invece permanente l’Iva ridotta al 10% sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio.

Prestazioni agevolabili
La circolare delle finanze n. 71/E del 7 aprile 2000, chiarisce che l'Iva agevolata non può applicarsi: alle prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio (per esempio la fattura del direttore dei lavori);

L'aliquota agevolata del 10% vale anche per l'acquisto di materiali e di altri beni necessari per i lavori, a condizione che:

· i materiali non vengano forniti da un soggetto diverso di quello che esegue i lavori. Quindi non si può acquistarli direttamente;

· che i materiali non costituiscano "beni significativi" il cui costo superi il 50% del costo dell'intervento edile. In tal caso l'Iva agevolata si applica solo parzialmente.

Beni significativi
Sono:

1. ascensori e montacarichi;
2. infissi esterni ed interni;
3. caldaie;
4. videocitofoni;
5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria;
6. sanitari e rubinetterie da bagno;
7. impianti di sicurezza.

Fatturazione e beni significativi
L'esclusione dei beni significativi non sembra però granché importante, perché è assai raro che il costo di infissi, rubinetti, eccetera, superi la metà della fattura. Tuttavia vale la pena dare un esempio di un caso specifico in cui l'importo dei materiali può essere particolarmente elevato: quello della sostituzione di un ascensore in condominio. Ma lo stesso esempio potrebbe valere anche in altri casi, per esempio quello in cui si rimpiazza una vecchia caldaia con una nuova,senza eseguire lavori particolari.

Ecco il meccanismo di calcolo


1. Si sottrae dal totale della fattura, il valore dei beni significativi

2. Si sottrae dal valore dei beni significativi il risultato della sottrazione riportato sopra

3. Sul risultato finale si applica l'aliquota Iva del 20 %

4. Sul resto della fattura si applica l'aliquota Iva del 10%

Un esempio: (installazione di un ascensore in un condominio).

Fattura totale: 30 mila euro. Costo dell'ascensore e dei suoi componenti: 19 mila euro.

30 mila euro (totale fattura) – 19 mila euro (costo ascensore) = 11 mila euro

19 mila euro (costo ascensore) – 11 mila euro = 8 mila euro.

In base all’allegato III della Direttiva il regime agevolato subisce delle limitazioni. Sono infatti esclusi i materiali che costituiscono parte significativa del valore del servizio reso. L’aliquota ridotta si applicherà quindi fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione al netto del valore dei beni. In fattura il contribuente dovrà indicare il corrispettivo del servizio al netto del valore dei beni e, in modo distinto, la parte di valore dei beni per cui si può applicare l’aliquota ridotta, oltre alla parte che rimane eventualmente soggetta all’Iva al 20%.

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